Il progetto Acquaponica

La società contemporanea ha recepito e fatta propria la necessità di adottare soluzioni alternative, nuove e sostenibili per il proprio benessere e il proprio sostentamento; passati i secoli della sussistenza, oggi, nei Paesi più avanzati il benessere è un dato acquisito e con esso, però, una serie di problematiche che toccano diversi ambiti che vanno da quello relativo alla sostenibilità ambientale, a quella economica, alla tutela delle risorse naturali e della salute dell’uomo. Insomma, oggi la consapevolezza dei membri delle società più progredite è forte e alla ricerca di quelle soluzioni che possano dare un’alimentazione sana, naturale, a basso impatto ambientale e facendo economia di risorse preziose (come ad esempio l’acqua). Le risorse sono limitate e il fatto che nel 2018 l’ “Earth Overshoot Day”, ovvero ilgiorno in cui tutte le risorse naturali che il mondo può rinnovare in un anno vengono esaurite, è stato il 1 agosto porta a riflessioni ancora più profonde in ottica Globale.

Negli anni passati abbiamo visto svilupparsi differenti forme di agricoltura alternativa e di produzioni cosiddette “biologiche” in contrapposizione all’agricoltura tradizionale, ma sia in un caso che nell’altro le aspettative sono state disattese: produzione massificata, sfruttamento esagerato delle risorse naturali (acqua e terreno), residui chimici nei cibi anche dopo le lavorazioni, principi nutritivi impoveriti oltre che, cosa non secondaria, appiattimento della varietà e dei sapori.

L’attività di ricerca e sperimentazione non si è mai fermata, tanto che oggi sono numerosi gli esempi di produzioni che tentano il più possibile di avvicinarsi a quel modello virtuoso di sostenibilità economica, ambientale e sociale, ma uno spicca per soddisfare a pieno le esigenze presenti e in ottica futura: la coltura acquaponica.

Il sistema è di fatto una combinazione tra coltivazione ortofrutticola e allevamento ittico in cui il secondo alimenta il primo. I pesci allevati secondo il loro ciclo di vita naturale diventano, attraverso i loro rifiuti organici, fonte di nutrimento per le piante coltivate che, a loro volta, sono il filtro attraverso il quale l’acqua delle vasche dei pesci viene purificata e rimessa in circolo nelle vasche che ospitano i pesci.

Non si tratta, chiaramente, di un sistema chiuso, ma di un metodo che consente di dover immettere all’interno del ciclo solamente il mangime per i pesci e in 365 giorni solo il 10% di acqua all’interno dell’impianto: praticamente l’impatto sull’ambiente è quasi nullo.

Oltre a non incidere negativamente sulle risorse naturali depredandole o inquinandole, si producono alimenti (vegetali e pesci) totalmente privi di additivi chimici o elementi artificiosi che ne potrebbero minare la salubrità per i consumatori.

Naturalmente i vantaggi sono anche economici, oltre che ambientali: di fatto il risparmio di risorse si ripercuote anche su questo aspetto, ma è considerevole anche l’apporto remunerativo, grazie a questo sistema, di avere produzioni più rapide e più cospicue in virtù dello scarso utilizzo di suolo che questa tecnica consente.

Le applicazioni sono molteplici, vista la duttilità e la semplicità del sistema: dalle normali produzioni, agli orti urbani, alle applicazioni umanitarie in territori disagiati.

Qualità, ecosostenibilità, salubrità attraverso una produzione consapevole, attenta ed etica.